Archive for the 'Italia' Category
Elezioni politiche 2008, gli slogan post-elettorali
*Aggiornato
Che cazzo si puo’ fare?
Con te, no!
Fai una scelta di classe, usa il cachemire.
I veri valori non sono in vendita qui.
Rialzati Italia che ancora non ho finito!
Più sicuri. C’è alleanza assicurazioni.
Difendi il tuo futuro: fuori i clandestini, dentro i coglioni.
Io credo, in cosa?
Direzioni
Fotografando questo segnale verticale mi son venute in mentre quattro possibili spiegazioni.

- E’ uno scherzo fanciullesco (plausibile);
- gli operai avevano valori elevati di alcolemia nel sangue durante l’installazione (probabile);
- si tratta di un avvertimento del tipo “lasciate ogni speranza, o voi, che cercate l’autostrada” (ironia negativa);
- l’ingegnere dei trasporti che ha applicato uno dei tanti algoritmi per il calcolo dei percorsi minimi ha trovato due soluzioni con costo uguale (imbecille!).
Cosa ne pensate?
Alitalia: una previsione
Si aprirà una trattativa diretta con AirOne e gli istituti di credito. Si dirà di aver preservato l’italianità, il lavoro di tanta gente. I politici faranno contenti i pozzi neri di voti, i sindicati si illuderanno di aver ancora un posto di rilievo nella società, confindustria avrà difeso ed appoggiato un suo membro. Si manterrà l’assurdo sistema a doppio-hub. Insomma, ciascuno avrà fatto la sua parte, vivranno assieme ed in perfetta armonia quest’incubo, camuffato da sogno, per rendersi conto, alla fine, di aver dato via libera alla costruzione di un gruppo aereo che non avrà nulla da dire nel contesto globale, nessun futuro.
Spero di sbagliare, su tutto.
Essere o avere?
Osservo con curiosità, ed un briciolo di divertimento, le discussioni fra i noti della blogosfera a seguito della pubblicazione di un articolo sul corriere magazine, gli sconosciuti più famosi della rete, scritto da Stefano Landi.
E’ interessante analizzare il comportamento dei divi del web, in tale occasione. Finora, sono state assunte le posizioni più disparate (disperate?).
C’è chi paragona l’accaduto ad un fatto storico transitorio e di breve durata, una terribile baggianata, un elemento di gravità assoluta da punire giuridicamente, un’ennesima dimostrazione dell’incompetenza dei giornalisti della carta stampata, una manifestazione di pura ingenuità da parte dei blogger italioti, una manipolazione/distorsione informativa dell’autore. Alcuni cercano, al contrario, di non dare importanza a quanto è successo, di sminuire la vicenda o semplicemente ignorarla.
Nessuno si è reso conto, tra i papabili, invece, dei limiti legati al social networking, al suo abuso corrente ed a tutto ciò che da esso ne deriva. Chissà per quale motivo?
Tutti pronti a far baccano, sempre e comunque, a lamentarsi in modo spropositato, a condannare senza appello, a considerarsi detentori di verità. Unico risultato ottenuto? Evidente impenetrabilità della casta ed autoreferenzialità assoluta. Tratti tipici di tribù primitive (sbagliai ad usare il termine élite, tempo fa, parlando dei barcamp in Italia). Non basta sostenere di essere aperti per esserlo davvero.
I “tecnocrati italiani” dovrebbero scegliere: essere o avere? Che dilemma!

Chiudo il post, getto in questo marasma digitale i miei due centesimi ed evito, accuratamente, le citazioni ancorate. Non desidero ergermi al rango delle possibili authorities linkate.
Barcamp: una semplice riflessione
Avete anche voi la sensazione che questi eventi abbiano perso molto del fascino iniziale?
Visitando “virtualmente” le diverse manifestazioni, in giro per l’Italia, potrete notare come le non-conferenze siano popolate sempre dalle medesime persone.
I barcamp sono diventati espressione di una élite informatica.
Il significato è stato iper-stressato e snaturalizzato.
Allo stato attuale, mi pare che la connotazione primaria sia rintracciabile in un ritrovo fra gruppi di conoscenti e/o una presentazione turistica di bei luoghi.
Mettendo da parte alcuni interventi interessanti e peraltro molto validi, dove è finito il ricircolo delle idee? L’innovazione? L’anti-conformismo?
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